Dagli Appennini al Circolo Polare Artico per riscoprirsi attraverso le storie degli altri: esce Altritudini.
Dal 27 settembre in libreria l’autentico e sognante esordio letterario di Francesca Camilla d’Amico
"Sono scomparsi i contesti sociali in cui raccontare le storie. Storie che non canto, ma che riporto alla luce grazie alla tradizione orale: per questo sono una contastorie, con la o”.
Così Francesca Camilla d’Amico, narratrice e attrice abruzzese, commenta il lancio del suo esordio letterario Altritudini. Una contastorie selvatica in cammino, che uscirà ufficialmente il 27 settembre 2024 in tutte le librerie d’Italia e gli store online. Edito da Ediciclo Editore, fa parte della collana Biblioteca del Viandante, curata da Luigi Nacci.
Altritudini tiene insieme, nello sguardo dell’autrice che racconta le storie degli altri, i temi fondamentali della storia di una donna: la scoperta di sé, l’invito a riconnettersi con la natura e con il selvatico che ci abita, il rapporto con la solitudine, l’istinto creativo e generativo, il rapporto doloroso e necessario con la memoria e la responsabilità del tramandare ciò che non deve scomparire.
Tutto è mosso da una personale urgenza del raccontare e del restituire, caratteristica che accompagna l’autrice da quando decide, dopo aver studiato teatro a Roma, di cambiare vita e di trasferirsi da Pescara alla Maiella (“il mio Tibet”), il secondo massiccio più alto degli Appennini dopo il Gran Sasso. Quindici anni di vita che Francesca Camilla d’Amico cristallizza su carta attraverso suggestioni di paesaggi e di luoghi, storie di persone e di lupi dell’Appennino, riflessioni di solitudine e di comunità, voci di donne e di uomini. Ogni racconto è un microcosmo che scandisce il tempo e sottolinea l’importanza di indagare le proprie radici e di non dimenticare. Questo cammino di vita la porterà poi fino ai confini della Terra – al Circolo Polare Artico, passando per la Mongolia. La prima regola è ascoltare: tutto viene dall’altro.
Altritudini. Una contastorie selvatica in cammino è un ricamo di storie che ci definiscono come esseri umani, e ci confessa che ogni “cambio vita” è in realtà un ritorno a casa.
Una giovane narratrice ascolta storie tramandate soltanto oralmente. Un viaggio a tappe che ha inizio in Abruzzo, dal mare, passando per l’apprendistato in un teatro di contrabbando, fino alla Maiella e oltre. Racconti erranti sui sentieri della Montagna Madre che le fa da maestra.
Un ricamo di storie dove lupi e volpi artiche, biologi e panificatori, ghiacciai e steppe si intrecciano in racconti che, come dice Zì Angelo, narratore contadino, non finiscono mai. Storie dall’altro mondo, quello agropastorale, dagli altipiani abruzzesi a quelli mongoli alla ricerca di incontri e paesaggi che ti riportano a casa. Un viaggio per ritrovare il fuoco perduto delle antiche e nuove storie, per allenarsi a partire, per prepararsi a tornare. Un libro accogliente che sa accogliere le persone e le storie.
La prima regola è ascoltare: tutto viene dall’altro.